| Amo il Blues, in maniera appassionata, viscerale. Amo quei vecchi e fumosi locali di periferia con un palco dove c'è una nera che canta. Amo quelle facce rugose e vissute dei vecchi Bluesmen sulle copertine di vinili di album che ormai non compra più nessuno. I volti di John Lee Hooker, di Buddy Guy non sono più un semplice insieme di pelle, occhi e caratteri somatici di origine africana: no quelli ormai sono libri che raccontano una storia, di cui ogni singola ruga è un capitolo che ne ha da raccontare.
Amo le leggende che circolano attorno al Blues, amo la storia del vecchio Bluesman che scende al crocicchio in una notte senza luna e vende l'anima al Diavolo. Amo questo racconto perchè è falso: il Blues è nato dal Gospel, dallo Spiritual. Musica dannata, musica del Demonio, ma sono tutte palle: il Blues è nato da un modo di pregare.
Amo questo genere (genere? Miles Davis diceva che esistono solo due generi: la musica buona e quella cattiva) perché anche se semplice e senza fronzoli lascia spazio per tutte le contraddizioni di questo mondo. Il Blues è minimalista, parla di poco, ma parla con passione di questo poco. "Mi sono svegliato stamane": I wake up this mornin'. Quanti Blues iniziano con questa frase? Forse il Blues è solo la preghiera mattutina che ognuno di noi recita per essersi svegliato un altro giorno, non importa se lo si è fatto ubriachi in un motel maleodorante, senza nemmeno sapere chi si è.
Il Blues è abituato alla sofferenza, e se la scrolla di dosso soffiando in un'armonica a bocca.
Il Blues è una musica sbagliata, con tutti i tempi fuori posto e le note che si flettono nella melodia come se fossero tirate per i capelli. Del resto le devi convincere a venire dove vuoi tu, anche con la forza.
Amo il Blues perchè è un genere sessista e mascolino, e che pure solo le donne sanno cantare con la dovuta passione e voglia. C'è da ringraziare Billie Holiday e le sue sorelle, per questo. Amo il Blues perché è l'unica cosa che rende accettabile il tradimento della tua donna, e non ti perdona invece se sei tu a tradire lei: un goccia di veleno, Robert Johnson docet, può essere nel tuo prossimo bicchiere di bourbon, se lo fai...
Il Blues sono dodici battute in cui, se canterai dei cazzi tuoi, avrai in ogni caso la dovuta dignità, e nessuno ti schernirà se parlerai di come le tue scarpe sono ormai lise dal tempo, ma anzi, da in fondo alla sala qualcuno fischierà per incoraggiarti a continuare. Il Blues è l'uomo a cui hai sparato giù a Memphis. Il Blues è l'anima che ti danno in prestito quando la perdi. Il Blues è Dio e il Diavolo che duellano a colpi di dobro in un locale di New Orleans.
Non si inventa mai nulla nel Blues, non si scrivono pezzi Blues, si interpretano. È sempre la stessa fottutissima merda, vogliamo solo vedere come ce la suoni tu stavolta.
Il Blues è una cazzuta metafora della vita: hai dodici battute (come hai dodici mesi) per dire quello che hai da dire, per un numero imprecisato di giri. Quando non hai più nulla da dire è finita, il Blues deve concludersi. Amo il Blues perchè la tua serie di mesi, i tuoi anni, decidi tu quando terminarla, e la coda con cui terminare la tua musica la puoi decidere tu e nessun'altro lo fa per te.
Amo il Blues perchè sa di sfiga, ma se ne sbatte il cazzo.
Non lo passeranno ormai per radio, e la MTV lo snobberà nella sua play list, ma state sicuri che fino a quando qualcuno si sentirà di merda, o si sveglierà la mattina senza sapere chi è, o ancora l'unico rimedio per come ti tratta la tua donna è un bicchiere di bourbon, beh fino ad allora il Blues non scomparirà.
Il Blues si nasconde, e dorme per anni, ma se sei attento al momento giusto lo puoi sentire nascosto e travestito nelle note di qualsiasi chitarrista.
Amo il Blues perchè lui se ne sbatte di come e quando si parla di lui, anche ora che sto qui a raccontarvi queste cazzate a proposito. Amo il Blues perché è una maniera elegante per mandare a fare in culo la gente, se mai ne esiste una.
Quindi l'ho detto e lo ripeto: amo il Blues. E se a voi non piace, potete fottervi tutti quanti. |